L’eco delle polemiche scatenato dal botta e risposta tra il ministro dell’agricoltura ( e candidato alla regione Veneto) Luca Zaia il critico gastronomico Matthew Fort si è ormai spento, ma è utile provare a fare alcune riflessioni al riguardo.

Il patto d’acciaio stretto tra il ministero e la grande multinazionale statunitense è inquietante e pericoloso per più ragioni.

Glissando elegantemente  su alcune affermazioni dettate da un’evidente stato di alterazione di lucidità  (“… Diverremo dei moderni gesuiti e cercheremo di convertire gli infedeli di sinistra, che non si sono mai sporcati le mani lavorando nei campi.”), la frase su cui ci soffermiamo è la seguente, laddove il ministro si augura che: ” l’operazione McItaly convinca le persone ad abbandonare il cibo spazzatura in favore di un’alimentazione più sana”. Interessante teoria, malsuffragata però dai fatti. Punto primo la cultura alimentare diffusa da McDonald’s sin dalla sua fondazione non è certo stata improntata alla diffusione di una sana e genuina alimentazione: catene di fast food come McDonald’s, Burger King, Pizza Hut e così via sono ritenute ad oggi responsabili della disarmante percentuale di obesità negli U.S.A ( quasi un terzo della popolazione , si veda l’articolo ).

Punto secondo: l’Italia, sino ad oggi, con la sua dieta mediterranea si è mantenuta agli ultimi posti di questa poco invidiabile graduatoria, ma non saranno certo iniziative come questa a permetterci di restarvi. Se infatti si va sul sito dello stesso McDonald’s si può trovare questa interessante pagina web che vi permette di rapportare una “dieta McDonald’s ” ai vostri fabbrisogni nutrizionali giornalieri. Ebbene, un paninoMcItalyConFormaggioAsiagoDOPeCremaDiCarciofi da solo mi fornisce il 20% delle kcal necessarie, il 53% dei grassi saturi (di cui il sito stesso ci dice che “I grassi saturi sono generalmente solidi a temperatura ambiente e sono prevalentemente di origine animale (ad esempio carne, uova e formaggi). Una dieta ricca di grassi saturi può far innalzare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e quindi è meglio consumarli con moderazione.) e il 66% dei sali. Tutto questo in un solo panino. Se aggiungiamo, ad esempio, una porzione di patatine piccole , il nostro fabbrisogno energetico per questo pasto è stato raggiunto e i sali hanno toccato quota 84%. Se aggiungiamo anche una bibita gassata. ketchup e maionese, insieme ad un cappuccino, il gioco è fatto: il nostro fabbrisogno giornaliero di kcal ha raggiunto il 40%, quello dei sali il 108% , quello dei grassi saturi il 66%. Esticazzi.

Che dire, dunque? Non è certo diventando lobbysta di McDonald’s che il Ministro Luca Zaia incentiverà una sana e corretta alimentazione.

D’altronde McDonald’s non è nuova a tecniche di Public Relation di questo genere: sul sito di McDonald’s Italia è infatti possibile trovare l’adesione alla giornata del risparmio energetico “M’illumino di Meno”, promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar. Peccato però che McDonald’s sia da anni accusata di provocare intense deforestazioni in Amazzonia, vero polmone del pianeta, per far spazio ai suoi allevamenti. Insomma, l’ennesimo esempio di “green washing”.

Falce

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  1. Cervello scrive:

    Commenti a lato.
    1) è evidente che Zaia (ma più verosimilmente chi gli sta sopra) ha dei debiti -non di natura strettamente economica, forse- con McDonald’s. Ronald ha manovrato la sua fetta di elettori che manovra come patatine in una friggitrice e li ha convinti a votare Lega alle ultime politiche.
    2) Il presidente di Slow Food ha detto sostanzialmente che a) la parte del “sono prodotti italiani quindi sosteniamo l’economia italiana” ha senso finchè ai contadini non vengono pagati prezzi da fame b) il panino con l’hamburger, per quanto con carne italiana e formaggio italiano, è quanto di più lontano esista dalla tradizione gastronomica italiana, pochi cazzi.

  2. [...] Colombo, mi sento Magellano, mi sento San Francesco davanti al Sultano. Non vedo indicazioni sul McItaly, per cui faccio il democristo e prendo un McChicken con patatine. Zero attesa, ci sediamo. Le [...]

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